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Bianche mura che rivestono vicoli, a loro volta rivestite da fiori
multicolore che incorniciano usci e finestre.
Sperlonga mi appare così in un limpido fine settimana di Giugno,
prologo di una calda estate.
L'avevo già visitata molti anni addietro ma non avevo ancora
l'occhio del fotografo allenato a scoprirne i segreti e, andandomene,
non avevo raccolto alcuna immagine.
Uno dei pochi esempi nel Lazio di borgo marinaro aggrappato alle rocce,
Sperlonga affonda le sue radici in tempi lontani, quando le scorrerie
dei saraceni obbligavano gli abitanti della costa a raggrupparsi per
difendersi con fortificazioni e torri di avvistamento.
Altra caratteristica che la rende unica, almeno nel litorale laziale,
è rappresentata dal candore dei muri delle case che ricordano i bellissimi
e assolati borghi marinari del sud dell'Italia e, come in questi ultimi,
anche qui la cura che i propri abitanti hanno nei riguardi dell'arredo
urbano è veramente ammirevole.
Le foto presentate sono solo alcuni degli appunti visivi che ho raccolto
in due giorni di soggiorno e tendono a sottolineare non tanto la gente,
peraltro cordialissima, quanto il borgo, le strade, gli archi, i vicoli.
Non ho la pretesa di racchiudere in poche foto la bellezza di un luogo
poiché non è possibile, nemmeno vivendoci, esaurire un lavoro di ricerca
in tal senso; il mio intento è, invece, quello di suggerire agli amici
fotografi che visiteranno il nostro sito un luogo, testimone dei secoli
passati come tanti altri in Italia, di grande bellezza e fascino.
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